Ogni soglia nasconde qualcosa.

Tre appartamenti diventano una sola casa. Non attraverso la semplice somma degli spazi, ma costruendo nuove relazioni tra loro.
Sottovoce nasce da una trasformazione radicale: gli interni esistenti vengono completamente demoliti e la nuova distribuzione viene disegnata attorno alla vita di una famiglia di cinque persone, abituata ad aprire frequentemente la propria casa agli altri.
Il progetto parte quindi da un principio preciso: creare spazi da scoprire, ma soprattutto da condividere.
Il riferimento al mondo Speakeasy, caro ai committenti, viene sottratto a qualsiasi interpretazione letterale. Non interessa ricostruirne l'estetica, quanto recuperarne l'atmosfera: il fascino di ciò che non si mostra immediatamente, la luce raccolta, i toni profondi, il legno, le modanature, gli accenti metallici e quella sensazione di intimità che precede la scoperta.
La casa non si concede da un unico punto di vista.
Si attraversano soglie, si seguono scorci, si passa dalla penombra alla luce. Gli archi incorniciano ciò che viene dopo e il colore ne sottolinea il passaggio. Alcuni ambienti si lasciano intuire prima ancora di essere raggiunti; altri cambiano completamente registro una volta varcata la porta.
Eppure, dietro questa successione di atmosfere, la casa rimane profondamente aperta.
Living, cucina e spazi conviviali sono dimensionati e organizzati perché la quotidianità di cinque persone possa allargarsi con naturalezza. Sedute, tavoli, isole, superfici e arredi su misura non rispondono soltanto alla composizione degli interni, ma alla possibilità di ritrovarsi, fermarsi, accogliere.
Anche gli spazi più personali seguono lo stesso principio. Le camere non sono semplicemente luoghi del riposo: diventano piccoli mondi capaci di accogliere studio, gioco e tempo condiviso. La casa alterna così momenti più raccolti ad altri dichiaratamente conviviali, senza imporre un unico modo di viverla.
È questo contrasto a definire Sottovoce: un'architettura che custodisce l'intimità senza trasformarla in isolamento.
Una casa nata dall'unione di tre appartamenti trova così la propria identità proprio nella capacità di mettere insieme: gli spazi, le atmosfere e soprattutto le persone. Perché alcune case si scoprono una stanza alla volta. E si vivono tutti insieme.
