What a space was. What it can become.

Metamorfosi nasce dalla completa reinterpretazione del piano interrato di una villa, originariamente occupato da una piscina e da locali di servizio. L’intervento non si limita a modificarne la destinazione: agisce sulla struttura stessa dello spazio per costruire due nuove dimensioni dell’abitare, profondamente diverse tra loro.
La piscina esistente viene colmata attraverso la realizzazione di un nuovo piano. Il suo volume non viene cancellato, ma trasformato: la parte inferiore diventa uno spazio di servizio e deposito, mentre sopra nasce una nuova superficie destinata alla sala cinema.
Qui il progetto sceglie deliberatamente di lasciare spazio a ciò che ancora non è stato deciso.
Pensata soprattutto per il figlio della famiglia, la sala cinema è anche luogo di incontro, festa, gioco e condivisione. Gli arredi sono quindi ridotti all’essenziale e le sedute modulari permettono alla stanza di cambiare continuamente configurazione. L’architettura definisce lo spazio senza determinarne una sola maniera di viverlo.
È il colore ad assumerne il controllo percettivo. Le forme grafiche attraversano pareti e tappeto, mentre la grande superficie luminosa a soffitto può modificare l’atmosfera dell’intero ambiente. La luce smette così di essere soltanto uno strumento funzionale e diventa parte attiva dell’esperienza.
Non illumina semplicemente lo spazio. Ne modifica lo stato.
A pochi passi, tutto cambia.
La SPA costruisce il contrappunto alla vitalità della sala cinema. Il colore lascia spazio a una palette più rarefatta, la luce diventa indiretta, le superfici si fanno materiche e il legno introduce calore. È un ambiente concepito come buen retiro quotidiano, una dimensione privata capace di interrompere il ritmo della vita milanese.
Anche la sua distribuzione risponde a una logica precisa. Non una semplice successione di funzioni wellness, ma un percorso che accompagna progressivamente verso una condizione di maggiore intimità: dalla doccia, progettata anche come bagno turco, fino alla vasca idromassaggio.
Due ambienti appartenenti allo stesso piano assumono così caratteri quasi opposti. Da una parte energia, colore, socialità e libertà; dall’altra materia, raccoglimento, lentezza e ritualità.
Non è però il contrasto a tenere insieme il progetto.
È la trasformazione.
Una piscina diventa struttura. Un volume inutilizzato acquista una nuova funzione. Un interrato diventa contemporaneamente luogo di incontro e spazio di evasione. Ciò che prima ammetteva un solo utilizzo viene ripensato per accoglierne di nuovi.
Non conta ciò che uno spazio era. Ma tutto ciò che può ancora diventare.
