The measure defines the space. Not what you can ask of it.

All'interno di un edificio dei primi del Novecento, un bilocale viene completamente ridisegnato per costruire uno spazio calibrato sul modo di vivere di due persone. Distribuzione, pareti e impianti vengono ripensati integralmente, senza assumere la metratura come criterio per stabilire ciò che possa o non possa appartenere alla casa.
Il progetto parte così non da ciò che è possibile far entrare, ma da ciò a cui non si vuole rinunciare.
Una cucina in cui poter cucinare davvero, con un piano di lavoro generoso e una cantina vini integrata. Una vera cabina armadio. Una lavanderia completamente assorbita nell'arredo. Un impianto audio integrato a soffitto. Funzioni che normalmente vengono sacrificate, ridimensionate o demandate a case più grandi trovano qui una propria collocazione, senza trasformare lo spazio in un esercizio di accumulo.
Il bagno porta questo principio ancora oltre. La zona vasca e doccia viene rialzata e costruita come un luogo dedicato al tempo per sé: gradini, una superficie laterale per un libro o un bicchiere di vino, cromoterapia e musica trasformano un gesto quotidiano in un piccolo rituale.
La densità funzionale rimane però quasi invisibile. Arredi su misura, contenimento integrato, luce e materiali lavorano per restituire un interno misurato, nel quale la quantità delle funzioni non coincide mai con la quantità degli oggetti percepiti.
OMNIA non cerca quindi di far sembrare grande un bilocale.
Accetta la sua misura e mette in discussione tutto ciò che, per abitudine, quella misura dovrebbe escludere.
Perché il progetto non nasce dalla domanda “quanto possiamo farci stare?”, ma da una domanda molto più personale:
“A cosa vogliamo davvero rinunciare?” In questo caso, a quasi nulla.
